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Versamento rateale

I contribuenti che si trovano in una temporanea situazione di obiettiva difficoltà, cioè che si trovano nell’impossibilità di pagare in un’unica soluzione il debito iscritto a ruolo indicato nella cartella di pagamento (ad esempio: per carenza temporanea di liquidità finanziaria; stato di crisi aziendale dovuto a eventi di carattere transitorio; crisi economiche settoriali o locali; riorganizzazione, riconversione o ristrutturazione aziendali; trasmissione ereditaria del debito a ruolo; scadenza contemporanea di pagamenti, anche relativi a tributi o contributi), possono rivolgersi agli Agenti della riscossione per ottenere la rateazione del debito.

La normativa sulla dilazione del pagamento ha subito nel corso del tempo diverse modifiche. Di seguito, le regole in vigore per le rateazioni concesse a partire dal 22 ottobre 2015.

L'Agente della riscossione, su richiesta del contribuente che dichiara di versare in temporanea situazione di obiettiva difficoltà, concede la ripartizione del pagamento delle somme iscritte a ruolo, con esclusione dei diritti di notifica, fino ad un massimo di 72 rate mensili. Per importi superiori 50.000 euro, la dilazione può essere concessa se il contribuente documenta la temporanea situazione di obiettiva difficoltà.

La dilazione può essere concessa fino a un massimo di 120 rate mensili, quando il debitore si trovi, per ragioni estranee alla propria responsabilità, in una grave e comprovata situazione di difficoltà, legata alla congiuntura economica e l’importo minimo della rata, salvo eccezioni, è di 100 euro.

Il debitore può chiedere che il piano di rateazione preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno.

In caso di evidente peggioramento della situazione economica del contribuente, la dilazione può essere prorogata una volta, a condizione che non sia intervenuta decadenza.

Il beneficio della rateazione si perde (e l’importo residuo diventa riscuotibile per intero, in unica soluzione) in caso di mancato pagamento, nel corso del periodo di rateazione, di 5 rate anche non consecutive (Dlgs 159/2015; in precedenza, 8 rate). Il carico può comunque essere nuovamente rateizzato se, all'atto della presentazione della richiesta, le rate scadute alla stessa data sono integralmente saldate. In questo caso, il nuovo piano di dilazione può essere ripartito nel numero massimo di rate non ancora scadute alla medesima data.

Per il calcolo delle rate e le modalità di presentazione delle istanze, si rimanda alle direttive emanate dalla società di riscossione Equitalia Spa.

Attenzione: Le somme iscritte a ruolo non ancora versate, oggetto di piani di rateazione concessi dagli Agenti della riscossione e decaduti nei 24 mesi antecedenti il 22 ottobre 2015, possono, a semplice richiesta del contribuente presentata inderogabilmente entro 30 giorni dal 22 ottobre 2015, essere ripartite fino a un massimo di 72 rate mensili. In questo caso, il mancato pagamento di due rate anche non consecutive determina la decadenza automatica dal beneficio della rateazione.