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Parametri modifiche dal '96 - Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 marzo 1997

PARAMETRI MODIFICHE DAL '96

Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 marzo 1997
(Pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale" del 28 aprile 1997 n. 97). 
 

Art. 1
Modifiche ai parametri

          1. In base alle disposizioni contenute nell'art. 3, commi da 125 a 127, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, ai parametri approvati con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 gennaio 1996 sono apportate le modifiche indicate nei seguenti articoli.

          2. Le modifiche relative alle voci indicate negli articoli da 2 a 4 hanno effetto solo ai fini dell'applicazione degli indicatori di cui alle tabelle A e B contenute nell'allegato 2 al decreto indicato al comma 1.

  Art. 2  
Determinazione della voce «Valore dei beni strumentali»

  1. Ai fini della determinazione della voce "Valore dei beni strumentali" di cui agli articoli 4, comma 3, e 5, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 gennaio 1996 è ridotto del 20 per cento:

          a) il valore complessivo degli autoveicoli utilizzati dai soggetti che svolgono le attività indicate alle lettere da a) ad f) dell'allegato 1 al presente decreto ovvero il valore dei beni strumentali appartenenti ad una medesima categoria omogenea utilizzati dai soggetti che svolgono le attività e i servizi indicati alle lettere g) e h) del predetto allegato. La riduzione si applica a condizione che i predetti valori, distintamente considerati, rappresentino almeno il 70 per cento del valore complessivo dei beni strumentali;

          b) il valore delle macchine di ufficio elettromeccaniche ed elettroniche, compresi i computer ed i sistemi telefonici elettronici, acquistate anteriormente al 1' gennaio 1994.

  Art. 3  
Determinazione del valore delle quote di reddito spettanti ai soci con occupazione prevalente

            1. Ai fini della determinazione del valore delle variabili «Quote spettanti ai soci con occupazione prevalente» di cui al comma 8 dell'art. 4 e «Quote spettanti agli associati con occupazione prevalente» di cui al comma 7 dell'art. 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 gennaio 1996, vanno considerate le quote indicate al comma 2 diminuite dell'importo medio delle stesse, calcolato con le modalità stabilite nel comma 4.

          2. Le quote attribuite a ciascun socio o associato sono determinate in misura pari a:

          a) 24 milioni, fino al compimento del quinto anno di attività;

          b) 30 milioni, dopo il compimento del quinto e fino al compimento del decimo anno di attività;

          c) 36 milioni, oltre il decimo anno di attività;

          d) 24 milioni, per i soggetti che abbiano compiuto il sessantacinquesimo anno di età.

          3. Per ogni socio o associato, le dette quote vanno ragguagliate al numero di mesi di occupazione prevalente nella società o associazione considerando come mese intero il periodo di attività superiore a quindici giorni. Ai fini del computo degli anni si tiene conto dell'attività complessivamente svolta in forma individuale o associata, considerando solo gli anni interi maturati nel corso del periodo d'imposta. Il requisito indicato alla lettera d) sussiste anche nel caso in cui l'età sia compiuta nel corso del periodo  d'imposta.

          4. L'importo da dedurre dal totale delle quote attribuibili ai soci o associati è ottenuto moltiplicando la media ponderata delle predette quote, rapportate a mese, per un coefficiente pari al numero dei mesi di attività della società o associazione determinato tenendo conto del numero dei giorni di attività.

  Art. 4  
Determinazione del valore delle quote di reddito spettanti ai collaboratori familiari e agli associati in partecipazione

            1. Ai fini della determinazione del valore della variabile «Quote spettanti ai collaboratori familiari» di cui al comma 6 dell'art. 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 gennaio 1996, per ciascun collaboratore e per il coniuge dell'azienda coniugale non gestita in forma societaria va considerata una quota pari a 15 milioni, ragguagliata al numero dei mesi dell'attività esercitata.

          2. Ai fini della determinazione della variabile «Partecipazione agli utili» di cui al comma 7 dell'art. 4 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 gennaio 1996, va considerato per ciascun associato in partecipazione che apporta prevalentemente lavoro una quota pari a 15 milioni, ragguagliata al numero dei mesi dell'attività esercitata.

  Art. 5  
Adeguamento ai parametri

            1. Ai fini delle imposte sui redditi l'accertamento in base ai parametri, determinati secondo le disposizioni dei precedenti articoli, non puo' essere effettuato nei confronti dei contribuenti che indicano nella dichiarazione dei redditi ricavi o compensi di ammontare non inferiore a quello derivante dall'applicazione dei predetti parametri, ridotto in base al "fattore di adeguamento" determinato secondo i criteri indicati nella nota tecnica e metodologica (allegato 2).

          2. Ai fini dell'imposta sul valore aggiunto gli accertamenti in base ai menzionati parametri non possono essere effettuati nei confronti dei soggetti che versano entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi un'imposta pari all'importo corrispondente all'aliquota media applicata sui maggiori ricavi o compensi determinati sulla base dei parametri approvati con il presente decreto ridotti in base al citato "fattore di adeguamento".

  Art. 6  
Determinazione delle quote di capacità operativa dirette al controllo delle posizioni di taluni contribuenti soggetti alla disciplina dei parametri

           1. Per i periodi d'imposta per i quali sono effettuabili gli accertamenti in base ai parametri, una quota non inferiore al venti per cento della capacità operativa centralizzata della Guardia di finanza è dedicata al controllo delle posizioni fiscali per le quali risultino ricavi o compensi di ammontare superiore a quello derivante dall'applicazione dei parametri, ma inferiore a quello dichiarato nei periodi d'imposta precedenti in presenza di indicatori di carattere economico-aziendale che risultino anomali rispetto a quelli risultanti dalle precedenti dichiarazioni presentate dagli stessi contribuenti o rispetto a quelli caratterizzanti il settore economico di appartenenza nell'ambito di una stessa area territoriale.

          2. Ai fini della individuazione delle posizioni fiscali indicate al precedente comma, saranno elaborati, per i periodi d'imposta per i quali sono effettuabili gli accertamenti in base ai parametri, indicatori di carattere economico-aziendale, quali la ricarica lorda, la rotazione di magazzino, la produttività o resa oraria per addetto e la congruità dei costi sulla base dei dati risultanti dalle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti, tenendo conto dell'area territoriale della regione nella quale è svolta  l'attività.

          3. Per i periodi d'imposta per i quali sono effettuabili gli accertamenti in base ai parametri, una quota non inferiore al quindici per cento della capacità operativa degli uffici delle entrate è dedicata al controllo delle dichiarazioni dei redditi e

dell'imposta sul valore aggiunto dalle quali risulti un ammontare di ricavi, di compensi e del volume d'affari inferiore a quello derivante dall'applicazione dei parametri approvati con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 gennaio 1996 come modificato dalle disposizioni contenute nei precedenti articoli.  Nell'ambito della predetta quota di capacità operativa sono ricompresi anche i controlli previsti dal comma 1, che saranno espletati dagli uffici delle entrate tenendo anche conto della distribuzione territoriale dei soggetti da sottoporre a controllo e della numerosità degli stessi rispetto alla frequenza dei controlli sulla totalità dei contribuenti interessati. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 ALLEGATO 1  

SOGGETTI NEI CUI CONFRONTI VA APPLICATA LA RIDUZIONE DEL VALORE DEI BENI STRUMENTALI DI CUI AL COMMA 1 DELL'ART. 2

La riduzione del venti per cento stabilita dall'art. 2, comma 1, del presente decreto ai fini della determinazione del valore dei beni strumentali va applicata ai soggetti che svolgono le seguenti  attività:

a) intermediari di commercio (da codice 51.11.0 a codice 51.19.0);

b) altri trasporti terrestri, regolari, di passeggeri (codice 60.21.0);

c) trasporto con taxi (codice 60.22.0);

d) altri trasporti su strada, non regolari, di passeggeri (codice 60.23.0);

e) altri trasporti terrestri di passeggeri (codice 60.24.0);

f) trasporto di merci su strada (codice 60.25.0);

g) attività delle lavanderie per alberghi, ristoranti, enti e comunità (codice 93.01.1);

h) servizi di lavanderie a secco, tintorie (93.01.2).

ALLEGATO 2

NOTA TECNICA E METODOLOGICA RELATIVA ALLE MODIFICHE APPORTATE AL DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 29 GENNAIO 1996

La fase di applicazione della metodologia relativa all'applicazione dei parametri per il periodo d'imposta 1995 ha subito alcune modifiche rispetto a quanto esposto nel paragrafo 2 della nota tecnica e metodologica allegata al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 29 gennaio 1996. Tali modifiche hanno riguardato sia la definizione di alcune "voci" e variabili sia il "fattore di adeguamento":

- quelle relative alla definizione delle "voci" e variabili sono contenute negli articoli da 2 a 4 del presente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri;

 - quelle riguardanti la ridefinizione del "fattore di adeguamento" hanno la finalità di:

 - attenuare il fenomeno riscontrato l'anno precedente per il quale al decrescere del ricavo dichiarato, pur crescendo il maggior ricavo richiesto, la somma dei due ricavi risultava decrescente;

  - favorire i contribuenti che hanno un ricavo dichiarato vicino a quello di riferimento. 

Infatti il nuovo elemento del fattore di adeguamento è tale da incidere in misura molto ridotta se il ricavo dichiarato è vicino a quello di riferimento, mentre la sua influenza cresce all'aumentare della distanza fra il ricavo di riferimento e quello dichiarato.  

La formula del fattore di adeguamento è la seguente:

         Rr - Rd    x  W   +  Rr - Rd

Fa =    -------                 ( ------- ) alla seconda

          Rr - Ri                      Rr

Fa = fattore di adeguamento

Rr = ricavo o compenso di riferimento

Rd = ricavo o compenso dichiarato

Rr-Rd = maggior ricavo o compenso di riferimento

Ri = ricavo o compenso dell'intervallo di confidenza

Rr - Ri = intervallo di confidenza

W = costante

dove la costante è stata posta pari a 0,019 per i contribuenti che hanno iniziato l'attività da meno di 5 anni e 0,020 per tutti gli altri.

I valori minimo e massimo del fattore di adeguamento sono stati posti, rispettivamente, pari a 0,1 e 0,9.

Il maggior ricavo o compenso richiesto ai contribuenti non puo' essere in ogni caso inferiore a  lire 500.000.