Risposte alle domande più frequenti

Subito dopo l'invio del modello RLI vengono effettuati dei controlli sulla correttezza delle informazioni inserite. Tra queste, particolare attenzione va posta sulla esatta indicazione nel quadro C – DATI DEGLI IMMOBILI dei dati catastali delle unità immobiliari oggetto della locazione.
Gli estremi catastali degli immobili possono essere agevolmente verificati sulla visura catastale telematica, la quale può essere reperita gratuitamente sul sito dell'Agenzia delle Entrate tramite il servizio di consultazione online, relativamente agli immobili di cui il soggetto richiedente risulti titolare.
Per accedere al predetto servizio è possibile dalla propria utenza Fisconline utilizzare il seguente percorso: La mia scrivania - Servizi ipotecari e catastali, OMI - Consultazioni Personali

Sulla base dei dati degli immobili indicati nella visura catastale procedere nel seguente modo (in allegato un esempio di compilazione sulla base di una visura relativa ad una abitazione sita in Comune di Genova):

  • Numero immobile - Inserire il numero progressivo degli immobili locati nel contratto. In caso di una sola unità immobiliare indicare 1. In presenza di un immobile principale con una o più pertinenze, indicare prima l'immobile principale e, subito a seguire, le relative pertinenze.
  • Immobile / Pertinenza – In caso di immobile principale indicare 1, in caso invece di pertinenze dovrà essere indicato uno dei codici riportati nelle istruzioni a seconda dei casi.
  • Codice comune - Indicare il codice catastale del comune che può essere, a seconda dei casi, di 4 o 5 caratteri come riportato nella visura catastale. Ad esempio, D969 per la città di Genova; D969Q ove è presente una lettera aggiuntiva che individua catastalmente una particolare sezione censuaria della stessa città.
  • T/U (Terreni/Urbano) - Indicare 'T' se l'immobile è censito nel catasto terreni, 'U' se l'immobile è censito nel catasto edilizio urbano.
  • I/P (Intero/Porzione) - Indicare 'I' se si tratta di immobile intero (particella o unità immobiliare), 'P' se si tratta di porzione di immobile.
  • Sezione urbana/Comune catastale – Compilare questo particolare campo solo se nel documento catastale è presente il relativo dato ricordando che può essere composto sia da lettere che da numeri. La Sezione urbana può essere presente per alcuni immobili censiti nel catasto ordinario, mentre il codice del Comune catastale (da non confondere con il Codice Comune), riguarda esclusivamente gli immobili siti in alcune zone in cui vige il sistema tavolare (ad esempio nella provincia di Bolzano).
  • Foglio - Riportare il numero di foglio indicato nel documento catastale.
  • Particella - Riportare il numero di particella, indicato nel documento catastale, che può essere composto da due parti, rispettivamente di cinque e quattro cifre, separato da una barra spaziatrice. Nel caso in cui la particella è composta da una sola serie di cifre, quest'ultima va riportata nella parte a sinistra della barra spaziatrice. Nel caso di immobile graffato, riportare solo la prima particella corrispondente all'immobile principale.
  • Subalterno - Riportare se presente il numero di subalterno indicato nel documento catastale.
  • In via di accatastamento - Barrare la casella se l'immobile è in via di accatastamento. In questo caso, inserire solo i dati conosciuti dell'immobile e la rendita presunta.
  • Comune e Provincia - Indicare la denominazione del comune amministrativo dove si trova esattamente l'immobile e la sigla della provincia (in caso di recenti modifiche territoriali o di comuni di nuova istituzione, il dato potrebbe essere diverso da quanto riportato nel documento catastale). Nel caso di immobile situato all'estero riportare lo Stato estero, la sigla EE nel campo relativo alla provincia, nonché l'indirizzo completo.
  • Categoria catastale - Riportare la categoria indicata nel documento catastale (ad esempio A3).
  • Rendita catastale – Riportare la rendita indicata nel documento catastale. Se l'immobile è in via di accatastamento indicare la rendita proposta o quella attribuita a fabbricati simili già censiti (c.d. rendita presunta). Per gli immobili iscritti al catasto terreni deve essere indicato il reddito dominicale.
  • Indirizzo e numero civico - Indicare dove si trova esattamente l'immobile, riportando tipologia (via, viale, piazza, largo, ecc.), indirizzo e numero civico.

Sulla base dei dati degli immobili indicati nella visura catastale procedere nel seguente modo (in allegato un esempio di compilazione sulla base di una visura relativa ad una abitazione sita in Comune di Genova):

La casella "Cedolare secca" presente nel modello deve essere sempre compilata quando:

  • nella casella "Tipologia contratto" è stato indicato il codice L1 e L2
  • la casella "Tipologia di adempimento" è uguale a 1 (Annualità successiva) o 2 (proroga) o 4 (risoluzione) o 6 (subentro) o 7 (risoluzione con pagamento contestuale di corrispettivo)

Tale informazione viene richiesta anche se tutti i locatori non hanno scelto di optare per il regime della cedolare secca, in quanto è necessaria ai fini del calcolo automatico delle imposte da versare ed eventualmente, ad esempio in caso di ritardo, delle sanzioni e degli interessi dovuti.

Pertanto, al fine di un corretto calcolo degli importi dovuti, è necessario indicare nel menù a tendina uno dei seguenti codici:

  1. se tutti i locatori optano per la cedolare (cedolare 100%);
  2. se vi sono più locatori e almeno uno opta per la cedolare (cedolare mista);
  3. se tutti i locatori optano per il registro (regime ordinario).

Per consentire un'immediata comprensione e facilitare quindi la compilazione del modello, nei programmi di compilazione di RLI resi disponibili dall'Agenzia la casella "Cedolare secca" è stata rinominata con una diversa dicitura "Regime cedolare/registro".

Non sussiste l’obbligo di registrazione della riduzione del canone. Il contribuente può tuttavia scegliere di registrare questa modifica contrattuale per comunicare la riduzione della base imponibile ai fini del calcolo dell'imposta di registro (se dovuta) e delle imposte dirette (irpef o cedolare secca).

Pertanto, non sussistendo l’obbligo di registrazione dell’atto di riduzione del canone lei potrà procedere alla registrazione anche al termine dell’emergenza.

Se però vuole effettuarla ora, può farlo (senza pagamento dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo, in virtù della previsione dell’art. 19, comma 1, del D.L. 12 settembre 2014, n. 133) mediante posta elettronica certificata (PEC) o e-mail; ricordi di indicare i suoi riferimenti per essere contattato.

Alla richiesta di registrazione tramite PEC o e-mail dovrà allegare:

  • la scansione dell’accordo di riduzione
  • il modello 69 debitamente sottoscritto
  • la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà – resa dal richiedente ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445 – avente ad oggetto il possesso dell’originale dell’accordo e della conformità a questo dell’immagine inviata, l’impegno a depositare in ufficio l’atto in originale al termine del periodo emergenziale e la copia del documento di identità del richiedente. Il richiedente deve poi specificare che la registrazione è esente da imposte ai sensi del sopra menzionato art. 19, comma 1.

La richiesta di registrazione va indirizzata all’ufficio presso il quale era stata registrata la locazione oggetto di modifica (ufficio competente). L’ufficio verificherà la correttezza della documentazione ed effettuerà la registrazione, comunicando gli estremi a chi l’ha richiesta (una volta terminato il periodo emergenziale, questi sarà tenuto a depositare l'originale dell'accordo presso lo stesso ufficio).

Ad ogni buon fine, le segnaliamo che l’art.62, comma 1 e 6, del Decreto Legge n.18/2020 dispone la sospensione degli adempimenti tributari in scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020, adempimenti che potranno essere effettuati, senza sanzioni, entro il 30 giugno 2020.